14/07/2017

Come fare email marketing in modo efficace

Utilizza il principio dell'inbound marketing per scrivere newsletter efficaci

La newsletter è uno strumento ancora molto utilizzato dalle aziende e sulla sua efficacia non ci sono dubbi: ecco i dati sull'email marketing del 2017 raccolti da websitebuilder.org:

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• Il 77% dei consumatori preferisce le email per le comunicazioni di marketing 📧

• Il 44% delle persone che ricevono un’email “in target”, personalizzata sulle loro esigenze, 

sono più predisposte ad acquistare un prodotto a fronte di un messaggio promozionale 🎯

• Le email convertono 3 volte meglio di un qualsiasi social media 🤑

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È fuor di dubbio - dunque - che conviene investire in questo strumento per sì, raccogliere contatti, ma anche per creare relazioni, mantenendo una comunicazione costante con loro che sia interessante, efficace, personalizzata. Ma secondo voi la newsletter è uno strumento di comunicazione push o pull

La risposta è - rullo di tamburi 🥁  - push! Avete sicuramente sentito parlare di interruption e inbound marketing e conoscete la differenza, no? Fior fiori di definizioni sui manuali, i due concetti possono essere brevemente sintetizzati in questo modo.

➡️  Viene definito interruption marketing quel complesso di strategie pubblicitarie che prevedono un'interruzione delle attività svolte dall'utente destinatario del messaggio al momento del contatto. 

➡️  Con inbound marketing si passa dall’interruption al permission marketing: l’audience non va interrotta ma va conquistata fornendo ad essa contenuti interessanti e utili per il target di riferimento.

Adesso c'è da chiedersi se la newsletter somigli più ad una chiamata telefonica o ai blog che andiamo a leggere per informarci, intrattenerci o scegliere il capo di tendenza della stagione. Difatti l'email non è un canale, ma un mezzo, è monodirezionale (come il mittente noreply delle newsletter ci suggerisce 🙅‍♀️  mentre noi vi suggeriamo di non utilizzarlo) ed è usato principalmente come vetrina per veicolare news, prodotti o servizi. 

💡 Ma ecco come sfruttare l'inbound per rendere più efficace la strategia di email marketing💡 Se volete conquistare la vostra audience (e non disturbarla), il primo passo è creare un piano editoriale in grado di sfruttare a pieno tutte le fasi del cosiddetto funnel.

LA TEORIA DEL FUNNEL APPLICATA ALL'EMAIL MARKETING

Se conosci la teoria marketing dell'imbuto, saprai di certo che ad ogni fase del funnel corrisponde una strategia differente e sopratutto delle metriche e delle KPI diverse. E in questa fase è utile fare content, fornendo tipologie di contenuti idonei alla fase identificata.

Così:

↪️ per l'obiettivo di awareness, si misurano le visite al sito web dalla newsletter - per esempio.
↪️ per la parte di consideration, abbiamo bisogno di un contatto diretto con l'utente: il nostro KPI sarà la lead generation attraverso la compilazione di form o il download di risorse;
↪️ e per il BOFU? Vale il tasso di conversione che mi porta la campagna di email marketing. 

Infine, si valuta il traffico di ritorno e le conversioni ripetute nel tempo.

IL PIANO EDITORIALE

Vuoi creare il piano editoriale per la tua newsletter? Ricorda queste tre cose:

1. Il contenuto  - Non parlare SOLO del tuo prodotto, ma anche di ciò che interessa al tuo pubblico. 👏
2. Il template grafico - Anche l'occhio vuole la sua parte. 👁️
3. La segmentazione - Consegna il messaggio giusto alla persona giusta. 💌

Questa regola si traduce in uno schema utile per tutte le fasi del funnel, ma partiamo dall'inizio. La prima parte del cono corrisponde all'acronimo TOFU: se l'obiettivo è creare awareness nei confronti del tuo prodotto e della tua azienda, allora creerai contenuti interessanti e leggeri, che favoriscano la scoperta del brand. Il consiglio è quello di non segmentare in modo ristretto questo primo contatto. 🤝 

Nella seconda parte del cono, MOFU, abbiamo un utente che già conosce il nostro brand, già ha navigato nel nostro sito e potrebbe essere pronto per fare un passo in più. Diamo, quindi, al pubblico che è arrivato fin qui un motivo per farlo: una risorsa scaricabile come un ebook o una guida, un buono sconto, un corso di formazione online sono alcuni esempi. Il segmento di riferimento, in questo caso, è costituito da coloro che hanno già mostrato interesse per il nostro prodotto o servizio. 

 

                       

 

Lo step finale è costituito dal BOFU: l'utente ha considerazione dei nostri prodotti e/o servizi, ma non ha ancora convertito la sua consideration in acquisition. A questo punto dobbiamo creare qualcosa di efficace, che rassicuri o incentivi l'utente sulla fase di acquisto. Il segmento è costituito, questa volta, da coloro che hanno abbandonato il carrello prima della conclusione, da chi ha visitato più volte una specifica pagina prodotto, ecc. Le tipologie di contenuti idonei a questa fase sono le recensioni, ma anche incentivi come buoni sconto o offerte ad hoc possono essere utili, oppure ancora il supporto all'acquisto (specialmente nel caso in cui la nostra azienda venda prodotti costosi, per un segmento high spending).

Infine, ma non per importanza, c'è la fase di retention. Come posso mantenere alta l'attenzione del cliente verso il mio brand? Proponendogli contenuti che stimolino il suo interesse e mantengano vivo l'engagement. Il motto è: pensa prima al contenuto e poi al prezzo.

È importante capire che queste comunicazioni devono essere dirette al target che è pronto per l'azione richiesta, a chi è nello step del funnel giusto per fare ciò che gli stiamo chiedendo. In questo processo di trasformazione delle tue newsletter, ricorda che l'automazione e la segmentazione saranno tuoi fidati amici. Non trascurarli.

In bocca al lupo!

 

Fonte: Maria Giulia Ganassini, Asana, Pennamontata, WebSiteBuilder.org.

 

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